Lo Studio dell'architetto Simone Saporito trasforma la zona giorno di un'abitazione in Valdarno in uno spazio fluido e senza tempo, dove materia, luce e arredi su misura costruiscono un'unica esperienza sensoriale.
Ci sono progetti di interior design che intervengono sugli spazi e altri che riescono a modificarne profondamente la percezione. È il caso della nuova zona living progettata dall'architetto Simone Saporito, fondatore di SSSense – Studio for Sensory Spaces, dove la riprogettazione degli interni supera il semplice esercizio estetico per diventare un racconto di continuità, equilibrio e identità. L'intervento nasce dall'unione di due appartamenti nel Valdarno toscano, ma il suo valore risiede soprattutto nella capacità di cancellare ogni traccia della precedente frammentazione. La progettazione non si limita infatti a collegare due unità abitative: costruisce un nuovo linguaggio architettonico capace di rendere gli ambienti un organismo unico, armonico e perfettamente riconoscibile.
Il protagonista assoluto è il rovere, scelto non come semplice finitura ma come elemento generatore dell'intero progetto. Il pavimento esistente diventa il punto di partenza di una ricerca che si sviluppa sulle pareti, nelle boiserie, nelle armadiature e negli arredi realizzati su misura. Il legno avvolge lo spazio con naturalezza, trasformandosi in una superficie continua che accompagna lo sguardo e restituisce una forte sensazione di ordine e calore. Nel living questa scelta trova la sua massima espressione. Una grande parete monolitica in rovere integra il televisore, nasconde con assoluta discrezione porte e funzioni di servizio e organizza l'intero ambiente attraverso un rigoroso gioco di pieni e vuoti. Non è più un semplice mobile contenitore, ma una vera architettura domestica che scandisce gli spazi senza appesantirli.
Osservando gli interni emerge immediatamente la ricerca dell'essenziale. Le linee sono pulite, gli allineamenti perfetti, mentre ogni elemento sembra trovare la propria collocazione con estrema naturalezza. A interrompere la continuità materica intervengono pochi dettagli accuratamente selezionati, come il tavolino rosso dal carattere scultoreo e le opere d'arte contemporanea, che introducono ritmo e personalità senza alterare l'equilibrio complessivo. Particolarmente suggestivo è il progetto illuminotecnico. La luce non svolge una funzione esclusivamente tecnica, ma diventa materia progettuale. Le gole luminose enfatizzano la texture del legno, le nicchie retroilluminate valorizzano libri e oggetti, mentre un grande segno circolare luminoso sulla parete del living diventa il simbolo dell'intero intervento. La sua geometria morbida interrompe la rigorosa ortogonalità degli arredi, creando un punto focale che dona profondità, leggerezza e un'immediata riconoscibilità allo spazio.
Il risultato è un ambiente raffinato ma accogliente, dove ogni scelta progettuale contribuisce a costruire un'esperienza sensoriale completa. Materiali naturali, luce diffusa, arredi integrati e dettagli su misura dialogano tra loro con discrezione, dimostrando come l'interior design possa diventare uno strumento capace di migliorare concretamente il modo di vivere la casa. Un progetto che racconta una visione contemporanea dell'abitare, nella quale la bellezza nasce dalla semplicità, dalla coerenza e dalla capacità di trasformare ogni elemento in parte di un'unica, armoniosa composizione.
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Articolo pubblicato sul numero 8 di ABITARE Magazine - agosto 2026
Studio: SSSense – Studio for Sensory Spaces
Progetto: Simone Saporito
Photo credits: © Studio Daido
© Riproduzione Riservata
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