IL VERDE COME FILO CONDUTTORE

IL RESTYLING CHE TRASFORMA UN EX OPEN SPACE IN UNA CASA PIENA DI CARATTERE

Autore: a cura di Lucia Tosolini


 

Un tempo unica grande stanza adibita a palestra, oggi questo appartamento torna a raccontare una storia fatta di colore, memoria e naturalezza. La proprietaria desiderava ambienti più raccolti e accoglienti, con un’atmosfera che rispecchiasse la sua personalità e la sua passione per il verde, i mobili vintage e le piante. Da queste premesse nasce il progetto dell’architetto Claudia Barberi, che ha trasformato un volume anonimo in una casa calda, autentica e ricca di sfumature.

Un progetto costruito attorno al colore
Il punto di partenza è stato un moodboard organico, dove stili, materiali e palette cromatiche dialogavano in modo armonico. Il verde — in tutte le sue declinazioni — è diventato il vero protagonista: dalle pareti alle porte, fino agli accessori e ai dettagli degli arredi. Una scelta audace, orchestrata con sapienza, che conferisce identità senza ricorrere a un restauro totale o a elementi completamente nuovi.
Il colore, qui, non è semplicemente decorazione: è struttura, ritmo, atmosfera. È il fil rouge che tiene insieme gli ambienti, dando coerenza a uno spazio completamente ripensato nella distribuzione.
Per suddividere il grande open space, l’architetto Barberi ha privilegiato soluzioni leggere, capaci di mantenere una continuità visiva. Le vecchie vetrate recuperate, integrate come nuove partizioni interne, filtrano la luce naturale creando ambienti intimi ma mai chiusi. Ogni stanza sembra respirare grazie a giochi di trasparenze e ombre che rendono la casa dinamica e vibrante.

L’arredo come ricerca e racconto
Nessun mobile è stato acquistato nuovo. Tutto proviene da rigattieri, mercatini dell’usato e fornitori specializzati in vintage. Ogni pezzo porta con sé una storia, un vissuto, un carattere.
La cucina è forse l’esempio più sorprendente di questo approccio: nasce dalla riattualizzazione dei cassettoni di una vecchia farmacia, sapientemente trasformati dal falegname in una soluzione contemporanea e funzionale.
Tavoli e sedie, tutti diversi tra loro, creano un effetto vissuto e spontaneo che arricchisce l’ambiente con una naturalezza difficilmente replicabile. Armadietti, panche, pouf, cassapanche e poltrone provengono anch’essi da mercati e antiquari, selezionati con cura per dialogare con il verde e con le texture della casa. Lampade industriali completano l’atmosfera, aggiungendo un tocco ruvido e autentico. Alle pareti trovano posto opere di artisti locali, un ulteriore tassello che contribuisce a definire l’identità del progetto. In una casa dove il verde domina, le piante non potevano essere solo un complemento. Sono parte integrante del progetto, scelte e posizionate per rafforzare l’idea di natura domestica e per amplificare la presenza del colore. Alcune fanno da quinte, altre da punti focali: insieme contribuiscono a creare un ambiente caldo, accogliente e profondamente personale. Il risultato finale è una casa lontana dalle tendenze del momento, ma sorprendentemente attuale. Un luogo che non cerca la perfezione, ma l’autenticità; che non punta sul nuovo, ma sulla qualità del recupero e sulla forza del colore. L’architetto Claudia Barberi ha dimostrato come un progetto costruito attorno a un moodboard ben definito — fatto di tinte, materiali e suggestioni — possa trasformare radicalmente uno spazio, anche senza grandi lavori strutturali. Una casa che racconta, con naturale spontaneità, il valore delle scelte consapevoli e del design che non teme di osare.

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 Articolo pubblicato sul numero 48 di ABITARE Magazine - dicembre 2025


Progettisti: arch. Claudia Barberi


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