C’è un’Europa che si costruisce attraverso le immagini, i viaggi, gli incontri tra artisti e le idee che attraversano i confini. È questa l’Europa raccontata da Italia Germania. Pittura e scultura tra Ottocento e Novecento.
Da Canova a Kiefer, la grande mostra che dal 13 novembre 2026 al 2 maggio 2027 porta nella Basilica Palladiana di Vicenza un percorso dedicato a oltre due secoli di relazioni artistiche e culturali tra Italia e Germania.
Curata da Gabriella Belli e Valerio Terraroli, l’esposizione inaugura Ispirazione Europa, un progetto triennale che sceglie l’arte come chiave per leggere i rapporti tra culture diverse. Dopo la Germania, il percorso proseguirà con Italia Francia nel 2027 e Italia Spagna nel 2028. Un progetto che invita a superare una visione dell’arte organizzata per scuole e nazionalità, per restituire invece la complessità di una cultura europea nata anche dall’incontro, dalla contaminazione e dal continuo confronto.
Il punto di partenza è il viaggio. Tra Settecento e Ottocento l’Italia rappresenta per gli artisti e gli intellettuali tedeschi una destinazione quasi obbligata, un luogo nel quale confrontarsi con l’antico, con il paesaggio, con la tradizione del Rinascimento e con la modernità che lentamente prende forma. Il viaggio di Goethe diventa il simbolo di questa esperienza: l’Italia come scoperta e, allo stesso tempo, come costruzione di una nuova identità culturale. A Roma si incontrano artisti provenienti da tutta Europa e la presenza dei Nazareni testimonia il desiderio di recuperare la forza spirituale e formale della pittura del passato. Nello stesso clima si inserisce il confronto tra Antonio Canova e Bertel Thorvaldsen, due protagonisti della scultura europea, diversi per sensibilità ma accomunati dalla stessa tensione verso un linguaggio capace di superare i confini.
Con il Novecento cambia il paesaggio dell’arte. Le certezze della tradizione vengono messe in discussione e la relazione tra Italia e Germania si rinnova attraverso le avanguardie. Il Futurismo italiano e l’Espressionismo tedesco rappresentano due risposte diverse alla modernità, ma condividono l’urgenza di rompere con il passato e di trovare nuove forme per raccontare un mondo in rapida trasformazione. Il percorso prosegue tra Realismo Magico e Neue Sachlichkeit, fino al Bauhaus, esperienza destinata a lasciare un’impronta profonda non soltanto nella pittura e nella scultura, ma anche nell’architettura, nel design e nel modo stesso di concepire gli spazi della vita quotidiana.
È proprio questo intreccio tra discipline a rendere il percorso particolarmente significativo. L’arte non procede mai isolata: dialoga con l’architettura, con il design, con la fotografia, con la cultura urbana e con le trasformazioni della società. Il Bauhaus ne è forse l’esempio più evidente, con l’idea di una sintesi tra arti e progetto destinata a influenzare generazioni di creativi in Europa e oltre.
Dopo la Seconda guerra mondiale, quando il continente deve fare i conti con le proprie fratture, il dialogo riparte da nuove domande. Le esperienze di ZERO e Azimuth, insieme alle ricerche di Lucio Fontana, Piero Manzoni e Joseph Beuys, aprono la strada a una stagione di radicale sperimentazione, nella quale materia, spazio, luce e gesto diventano strumenti per ripensare il significato stesso dell’opera. Nella parte conclusiva, il confronto si sposta verso la memoria e l’identità del secondo Novecento, con figure come Anselm Kiefer, Gerhard Richter e Georg Baselitz, accanto agli artisti della Transavanguardia italiana.
Il risultato è una mostra che non si limita a raccontare una sequenza di capolavori, ma costruisce una geografia delle idee. Un percorso nel quale l’Italia e la Germania appaiono non come realtà separate, ma come due poli di una stessa storia culturale, legati da influenze, opposizioni e reciproche ispirazioni.
Alla Basilica Palladiana, luogo a sua volta emblematico di un’idea di spazio e di città capace di attraversare i secoli, Italia Germania diventa così anche un invito a guardare all’Europa attraverso l’arte: non come un insieme di identità immobili, ma come un organismo in continuo movimento, nato dall’incontro tra differenze.
Mostra: ITALIA GERMANIA
pittura e scultura tra ottocento e novecento
Luogo: Basilica Palladiana, Vicenza
Date: 13 novembre 2026 – 2 maggio 2027
A cura di: Gabriella Belli e Valerio Terraroli
Info e prenotazioni: Italia Germania
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Articolo pubblicato sul numero 10 di ABITARE Magazine - ottobre 2026
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