Nata a Bolzano nel 1968, Lara De Sio si è formata in architettura allo IUAV di Venezia, avviando la propria carriera come architetto in Italia e nei Paesi Bassi. Dopo alcune esperienze professionali legate alla progettazione, ha intrapreso un percorso che l’ha portata al design del vetro, collaborando con due tra le più importanti realtà muranesi, Venini e Barovier & Toso. L’approdo alla ceramica è avvenuto quasi naturalmente, come necessità di un linguaggio più diretto e corporeo: un legame con la materia che De Sio ha iniziato a esplorare già negli anni Ottanta nella sua città natale e che ha approfondito in seguito con workshop e masterclass in Toscana e Umbria. Decisivo è stato l’incontro con il ceramista britannico David Roberts, da cui ha appreso le basi della tecnica dello smoke firing, poi rielaborata in modo personale e originale.
La sua attività espositiva prende avvio nel 2013 con la personale Naked Raku alla Kleine Galerie Stadt Bozen e con la partecipazione alla fiera internazionale Goudsekeramiekdagen di Gouda, nei Paesi Bassi. Negli anni successivi, la sua ricerca è stata riconosciuta in diversi contesti di rilievo: finalista alla XIII Bienal Internacional de Cerámica Artística de Aveiro (2017), vincitrice nel 2019 del 1° Premio CoffeeBreak.Museum al Museo Gianetti con menzione speciale del MiDec e Premio del Museo Carlo Zauli, protagonista di collettive in Italia, Portogallo, Regno Unito e Germania. Tra gli appuntamenti più recenti spiccano la mostra Forme Canoniche a Nove (2020), il focus Risonanze al MiDec (2021), la selezione alla Bienal de Talavera de la Reina e la partecipazione alla prestigiosa Grassi Messe di Lipsia. Nel 2022 espone in una doppia personale a Venezia (Trame), mentre nel 2024 approda in Cina alla Taoxichuan Spring Art Fair di Jingdezhen, epicentro mondiale della ceramica, e viene inclusa nella Homo Faber Guide della Michelangelo Foundation. Sempre nel 2024 inaugura la personale L’armonia del fare alla TonHaus Gallery di Bolzano. Nel 2025 le sue sculture in vetro, create per ArcadeMurano, trovano spazio al Fuorisalone di Milano, a conferma della sua capacità di muoversi con naturalezza tra ceramica e vetro, tradizione e sperimentazione. Oggi le sue opere fanno parte di collezioni permanenti in musei europei e cinesi, mentre lei vive e lavora a Venezia, città che continua a nutrire il suo immaginario creativo.
Il cuore del lavoro di De Sio risiede nella padronanza e nella costante ricerca attorno alla tecnica del smoke firing. Appresa negli anni Duemiladieci, è stata progressivamente trasformata attraverso un approccio del tutto personale: l’artista lavora esclusivamente con il fumo e con engobbi autoprodotti, ottenuti da argille chamottate setacciate. Le sue sculture, realizzate a colombino con argilla semirefrattaria bianca, vengono rifinite prima della cottura biscotto (980°–1050°) con strumenti e materiali che ne definiscono la qualità tattile. Agata, vetro, metallo, terra sigillata o engobbi donano superfici lisce e levigate, mentre abrasivi e lavorazioni a mano restituiscono effetti porosi e materici. Dopo la prima cottura, i pezzi vengono ulteriormente levigati, rivestiti con tessuti, carte o strati di engobbi, e infine sottoposti a una seconda cottura raku (900°–950°). È qui che il fumo diventa protagonista, lasciando tracce irripetibili: cromie che oscillano dal nero più intenso al bianco avorio, passando per una gamma infinita di grigi.
Ogni opera nasce da un equilibrio delicatissimo, dove rigore tecnico e imprevedibilità si intrecciano. Piccole variazioni di temperatura, quantità e qualità della segatura, spessore degli engobbi o tempi di riduzione determinano effetti sorprendenti e sempre diversi. In questo spazio di incertezza controllata si colloca la poetica di De Sio: un’arte che trae forza dal dialogo tra esperienza e intuizione, controllo e caso, disciplina e libertà. È un percorso di continua ricerca, dove ogni lavoro diventa un esperimento unico e irripetibile, capace di restituire la dimensione più profonda e universale del fare ceramico: la trasformazione della materia attraverso gli elementi primari — terra, fuoco, aria e acqua — in forme che parlano di equilibrio, fragilità e resistenza.
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Articolo pubblicato sul numero 44 di ABITARE Magazine - ottobre 2025
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