Un edificio che rinasce tre volte, portando stratificazioni, memorie di lavoro e vita quotidiana, fino a ritrovare la sua natura originaria: essere casa.
Questo progetto, firmato da Corde Architetti Associati insieme allo studio Chiarot&Brosolo Associati, racconta una metamorfosi architettonica che ha riportato alla luce l’identità di un manufatto storico, trasformandolo in una residenza contemporanea dal carattere forte e poetico. Nata oltre due secoli fa come abitazione, l’architettura ha vissuto molte vite: prima laboratorio per la produzione di zoccoli, poi negozio, infine — grazie a questo accurato intervento — luogo domestico per una giovane famiglia.
La ristrutturazione ha lavorato per ricucire, con sensibilità e coerenza, i due corpi di fabbrica che compongono l’unità, caratterizzati da quote e altezze di solaio molto differenti. Ed è proprio in questa interruzione che si inserisce l’elemento generatore del progetto: una nuova scala in acciaio, dal profilo leggero e minimale, disegnata con spessori ridotti per offrire continuità di luce, percezione e profondità visiva. Non solo collegamento, ma fulcro compositivo e funzionale, attorno al quale si sviluppa la vita della casa. Durante la fase di restauro, la volontà progettuale è stata chiara: mettere a nudo la materia per restituire autenticità. È così che la struttura originaria — murature in mattoni, solai lignei, attraversamenti e segni del tempo — torna a raccontare la propria storia, mostrando senza filtri le sue trasformazioni. Emergono stratificazioni tecniche e murarie, passaggi chiusi e riaperti, pietre e laterizi di epoche differenti, fino alla scoperta di una grande trave in castagno, ormai deformata dal tempo, che un tempo sosteneva l’intero edificio principale.
Per preservare le proporzioni interne e le altezze interpiano, i progettisti scelgono una soluzione tanto misurata quanto complessa: solette armate additivate con fibre sintetiche, gettate sopra i tavolati esistenti e rifinite con pochi millimetri di resina. Un gesto minimale nelle intenzioni, ma raffinato nell’esecuzione, soprattutto in corrispondenza della scala, dove la materia grezza viene “imbrigliata” con precisione millimetrica per ottenere la pulizia del risultato finale.
Il nuovo e l’antico, dialogando senza forzature, trovano così un equilibrio elegante e rispettoso. La casa respira di luce verticale, materia viva e passaggi ritrovati. Oggi questo edificio è una residenza contemporanea che custodisce la propria memoria e, allo stesso tempo, esprime un modo attuale di abitare: fluido, essenziale e fortemente identitario. Un progetto che convince critica e pubblico, fino a meritare il riconoscimento Archilovers Best Project 2015, premiandone la sensibilità, la coerenza e la qualità della trasformazione.
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Articolo pubblicato sul numero 48 di ABITARE Magazine - dicembre 2025
Premio: Vincitore Archilovers - Best project 2015
Progettisti: Corde Architetti Associati & Chiarot & Brosolo Associati
Photo credits: © Alessandro Ruzzier
© Riproduzione Riservata
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