Tra rigore progettuale e spirito artigianale, Paola Bazz si pone all’intersezione fra recupero materiale, identità e sperimentazione visiva. Attraverso tecniche come origami, kirigami e altre manipolazioni della carta riciclata, l’artista dà forma a collage bidimensionali e scultorei che diventano manifesti contemporanei della memoria, del frammento e del divenire.
Una metamorfosi creativa
Originaria del Nordest, con formazione in architettura presso IUAV, Paola unisce la sensibilità progettuale al gesto artistico. Dopo esperienze in architettura, design espositivo e scenografia, nel 2008 ha iniziato a realizzare opere con carta stampata riciclata — riviste, libri, cataloghi — trasformando ciò che era considerato “scarto” in materia espressiva.
Il suo percorso artistico l’ha portata anche nel Regno Unito, da cui ha scelto di ritornare per continuare il dialogo fra territorio, memoria e sperimentazione materica
Identità frammentate, volti ricomposti
La cifra estetica di Paola è quella di fondere il visibile e l’invisibile: da lontano le sue opere mostrano volti, ritratti, sagome riconoscibili, mentre da vicino emergono parole, immagini, segni provenienti dalle carte riutilizzate. Paola Bazz considera la carta stampata come un “binder di messaggi”, portatrice di storie, slogan, frammenti culturali che, una volta ricomposti e ripiegati, entrano in relazione con il tema dell’identità in trasformazione: ciò che siamo è un mosaico in continua rinegoziazione. Le tecniche che impiega – origami, kirigami, “concertina folding” e costruzioni in rilievo – permettono all’immagine di mutare leggermente con la posizione dello spettatore, enfatizzando la natura dinamica dell’opera e la sua identità.
Paola Bazz incarna perfettamente l’idea arte contemporanea: il suo lavoro è manuale, paziente, attento al dettaglio, e insieme concettualmente consapevole. Ogni opera nasce da un progetto digitale (ritaglio fotografico, pixelazione, montaggio) che poi viene elaborato materialmente. L’artista lavora con le mani scegliendo fogli, spessori, pieghe con estrema cura e precisione al fine di ottenere un’opera che si presenta impeccabile nella sua realizzazione capace di nobilitare la materia da cui proviene. La sua metodologia presuppone un doppio volto dell’opera — estetico e concettuale — e lo status della carta riciclata diventa simbolo: la materia è portatrice di passato, consumo, frammenti culturali che vengono “ricostruiti” in narrazioni nuove.
Attraverso workshop, partecipazioni a biennali carta, installazioni e mostre internazionali, il lavoro di Paola Bazz assume anche una dimensione sociale: non solo oggetto estetico, ma stimolo a riflettere su memoria, consumo responsabile, identità collettiva.
Nell’universo creativo di Paola Bazz la carta non è un semplice supporto, ma un medium vivo, portatore di segni e potenzialità. Le sue opere ci ricordano che ciò che scartiamo può essere rilevante, che l’identità non è monolitica ma stratificata, e che l’arte e l’artigianato contemporaneo possono dialogare con le grandi questioni del nostro tempo.
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Articolo pubblicato sul numero 46 di ABITARE Magazine - novembre 2025
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