Il progetto ha riguardato la fusione di due piccoli appartamenti limitrofi, con lo scopo di realizzare un’unica unità immobiliare che rispondesse a tutte le necessità della famiglia cliente.
Siamo a Calalzo, comune montano della provincia di Belluno, a circa 800 mt sul livello del mare, e l’edificio, da un chiaro lessico dell’architettura montana bellunese, ospita 8 piccoli appartamenti, anch’essi con caratteristiche distributive tipiche degli anni in cui è stato costruito l’immobile. Il progetto di fusione ha dato la possibilità di rivedere completamente la distribuzione degli spazi, aumentando confort e fruibilità per la famiglia committente dei lavori. Infatti, l’appartamento prospettante il lago di centro Cadore, caratterizzato da una vista panoramica eccezionale, è stato interamente destinato alla zona giorno, mentre il secondo appartamento alla zona notte. L’elemento che ha interamente, o quasi, contraddistinto la fase di progettazione, è stato il magnifico soffitto in legno, realizzato da un artigiano locale, il signor Ezechia Da Col (noto anche per la commissione delle sedute per la residenza estiva del papa a Lorenzago). Il soffitto è stato interamente intagliato a mano ed applicato tramite inchiodatura di ogni singolo elemento. La volontà del progettista è stata quella di far si che questo antico e favoloso soffitto si sposasse con un appartamento più moderno sia nella distribuzione che negli arredi. Il soffitto infatti abbraccia tutta la zona giorno, ad esclusione della cucina, con un forte abbinamento di arredo moderno e rustico (come il tavolo realizzato da una vecchia porta in legno, o il mobile nel disimpegno), reso più facile dalla già esistente stufa a legna bianca e dalle forme sinuose. La cucina invece, realizzata dove precedentemente vi era la camera matrimoniale del primo appartamento, seppur di non grandissime dimensioni, è stata distribuita in modo da poter installare una penisola che guarda al tavolo da pranzo, per legare i due ambienti e valorizzare l’open space richiesto. In contrasto ai colori tenui del soggiorno, la cucina invece presenta una tinta grigio antracite che salta subito all’occhio, ma con un piano di lavoro in legno che richiama il pavimento. L’ingresso all’appartamento invece, funge anche da vero e proprio disimpegno tra la zona giorno e zona notte. L’apertura della parete portante che divideva i due appartamenti, progettata mediante cerchiatura in travi d’acciaio dall’ing. De Polo Alberto, è stata astutamente mascherata tramite spallette in cartongesso per i pilastri, ma soprattutto da un rivestimento in legno spazzolato per la trave, a ricordare l’ambiente montano in cui esso si trova. Infine, la camera padronale è stata realizzata nel vecchio soggiorno del precedente appartamento, mantenendo quindi la stufa in legna che da un tocco rustico ed ancora una volta montano alla stanza. Il rivestimento del letto, quindi, è stato realizzato con la stessa pietra che riveste la stufa per legare i due elementi, mentre una piccola cassettiera bianca va a completare la stanza, la quale non necessita di armadi vista la cabina armadio realizzata e posta appena di fronte la camera. In conclusione, l’intero progetto si è basato sulla fusione degli stili, quello classico montano, ossia più rustico, con molto legno e qualche elemento di pietra, e quello più moderno, con colori tenui e line semplici. Il risultato è stata una tela bianca (il moderno) dipinta dal legno e dalla pietra (il rustico)
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Articolo pubblicato sul numero 44 di ABITARE Magazine - ottobre 2025
Progettisti: arch. Daniele De Bon
Photo credits: © Elia Falaschi
© Riproduzione Riservata
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